Prof. Mattioli Relazione Mille Miglia automodelli - Circolo il Profferlo

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MILLE MIGLIA STORICA, VITERBO  E…. UNA COLLEZIONE DI MODELLINI DI AUTO D’EPOCA
                                                                                di Francesco Mattioli
 
LA MILLE MIGLIA STORICA
La Mille Miglia storica – che ormai  dal 1987 viene rievocata annualmente con una gara di regolarità sugli antichi percorsi e da una kermesse di iniziative collaterali – è stata non solo un significativo appuntamento sportivo, ma un evento di costume che ha caratterizzato la storia italiana tra gli anni ’30  e gli anni ‘50 del secolo appena trascorso.
La prima edizione risale al 1929 e ha attraversato un  periodo di forte crescita dell’automobile nello scenario della società industriale del mondo occidentale, coinvolgendo case di grande prestigio, come OM (vincitrice della prima edizione), Alfa Romeo (vincitrice dal 1928 al 1938  e nel 1947), Lancia, Fiat, Isotta Fraschini, Ceirano, Mercedes Benz, Auto Union, Jaguar, Aston Martin, Ford, Renault. D’altronde cresceva anche lo sport automobilistico all’ombra di personaggi di grande spessore, come il tedesco Caracciola e  i nostri Campari, Nuvolari, Borzacchini, Varzi, Bordino, Biondetti.     Questa gara di velocità su strade normalmente aperte al traffico ordinario, che attraversava decine di città e paesi lungo un  percorso di 1500 km da Brescia a Roma e ritorno, contribuì a far conoscere l’automobile, a creare miti e interesse in un pubblico vastissimo e trasversale.                                   
ALFA ROMEO 6C 1750 GS (1930): Nuvolari e Guidotti vincitori alla Mille Miglia del 1930.
 
Una delle Alfa sportive più famose. Nelle versioni agonistiche, progressivamente migliorate nelle prestazioni,  miete successi ovunque. Nel 1930 vinse la I edizione della Coppa del Cimino con Furmanich. VEDI MODELLINO n.1
Dopo lo stop imposto dalla Seconda Guerra  Mondiale (nel 1940 la gara fu disputata su un circuito tra Brescia, Cremona e Mantova e fu sospesa fino al 1947, anche a causa dei danni bellici alle infrastrutture), la Mille Miglia acquistò ancor più fascino presso un  pubblico nazionale  e internazionale, essendo di fatto un unicum,  almeno in Europa (qualcosa di simile fu la Carrera Panamericana) e godette delle fortune del boom economico degli anni ’50  e quindi della motorizzazione di massa che ne seguiva. In questo periodo esplodono i  nomi di piloti famosi, idoli delle folle, come Ascari, Castellotti, Bracco, Villoresi, Marzotto, Musso, Fangio, Moss, De Portago, Taruffi, accanto ai “vecchi” Nuvolari, Biondetti; ma soprattutto esplode il mito Ferrari, iniziato proprio nel 1948 e durato fino alla fine, nel 1957 con  la sola interruzione della vittoria Lancia nel 1954 e della Mercedes nel 1955. Emergono anche nuove case, come  Maserati, Porsche, Osca, oltre alle intramontabili Alfa Romeo, Lancia, Mercedes Benz, Jaguar. Accanto alle vetture da competizione costruite per vincere l’assoluto, vanno annoverate le auto da corsa e gran turismo  per vincere nelle rispettive  categorie.
La gara fu abolita dopo il 1957, anno del dopo tragico incidente di Guidizzolo, a pochi chilometri dall’arrivo a Brescia, dove la Ferrari di De Portago-Nelson uscì di strada a 250 km/h per lo scoppio di una gomma, uccidendo, oltre ai piloti,  nove persone tra cui cinque bambini, oltre a numerosi feriti. Gli incidenti mortali non erano mai mancati alle Mille Miglia, e forse erano stati considerati inevitabili finché coinvolgevano i soli piloti. Ma quella volta fu troppo. Le auto ormai erano troppo veloci per le strade d’allora.
FERRARI 166 MM (1949): Biondetti vincitore alla Mille Miglia. E’ considerata l’auto del debutto sportivo vero e proprio di Ferrari. VEDI MODELLINO n.2

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FERRARI 195 S Berlinetta MM (1950): Marzotto- Crosara, vincitori della Mille Miglia del 1951.
Giannino Marzotto si presentò alla Mille Miglia del 1950 con questa berlinetta Touring derivata dalla 166, con una insolita livrea azzurra. Lui corse con giacca in doppio petto… Vinse grazie anche alla pioggia costante che favorì  la vettura chiusa. VEDI MODELLINO n.3

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FERRARI 340 MM (1953). Marzotto e Crosara vinsero la Mille Miglia del 1953.  VEDI MODELLINO n.4

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LANCIA  D 24 Sport Spider Mille Miglia (1954) con cui Alberto Ascari vinse la Mille Miglia del 1954. VEDI MODELLINO n.5

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FERRARI   315 S (1957) Piero Taruffi, vincitore della XXIV e ultima edizione della Mille Miglia (1957) VEDI  MODELLINO n.6
    
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Il fenomeno nuovo, anche se già presente con la Balilla e l’Aprilia negli anni ‘30,  fu la proliferazione di vetture di serie, quelle di famiglia, utilizzate da piloti avventurosi, talvolta in erba: così, si videro correre potenti berline come Alfa 1900 e Lancia Aurelia, ma anche utilitarie come, Fiat 1100, Lancia Appia, Alfa Romeo Giulietta, Renault, Peugeot, MG, Austin, Volkswagen maggiolino, Fiat Topolino, le prime Fiat 600, poi pesanti berline americane, una categoria di auto militari (tra cui le Jeep Willis, l’Alfa Matta e la Fiat Campagnola) e persino  le ISO “Isetta”, come dire le Smart d’allora.
LANCIA Aprilia I serie lusso Mille Miglia (1938)       VEDI MODELLINO n.7

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LANCIA Aurelia B20 GT, che con Bracco-Maglioli nella Mille Miglia del 1951 fu seconda assoluta. VEDI MODELLINO n.8  
   
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ISO Isetta (1955), 236 cc di cilindrata. VEDI MODELLINO n.9
    
 
 
VITERBO E LE MILLE MIGLIA
Viterbo fu interessata da subito alla Mille Miglia, essendo collocata sulla Cassia. Negli anni ’30 le vetture provenivano da Siena, Radicofani e   Bolsena e arrivavano a Viterbo proseguendo per Roma via  Vetralla per poi risalire  dalla Capitale lungo la via Flaminia. Solo nel 1938 provengono  invece da sud, giungono a Roma dalla via Flaminia e girano a Viterbo verso l’Aurelia.  
Nel dopoguerra, come nel 1938, la corsa invertì il suo giro: le auto provenivano dalla Flaminia, giungevano  a Roma per poi risalire a nord. Ci fu all’inizio una breve parentesi che vide Viterbo esclusa, giacché per motivi di inaccessibilità delle strade la corsa da Roma girò nel 1947  e nel 1948 a Vetralla per l’Aurelia e Grosseto, e nel 1949 e 1950 passò da Civitavecchia, sempre per la via Aurelia verso Grosseto. Poi dal 1951  Viterbo fu di nuovo attraversata dalla Mille  Miglia, proveniente da Roma e a seguire sempre lungo la  Cassia, verso Bolsena. In  questi anni ’50, le prime vetture giungevano alle prime luci dell’alba: le prime erano le Renault 4CV della  categoria 750 cc; poi nel 1956 e 1957 furono le 600 Abarth  a forma di “ovetto”.
Tra i piloti occorre ricordare anche quelli viterbesi, impegnati negli anni ’50: innanzitutto il “civitonico volante”  Franco Ribaldi, tra il 1953 e i 1956 (17° assoluto con Basili, su Aurelia B20 GT nel 1954), vincitore di una Coppa del Cimino, e  il nepesino Germano Nataloni tra il 1951 e i 1957 (38° assoluto con Passerini nel 1956, su Aurelia B20 GT), vincitore anch’egli di una Coppa del Cimino e pilota ufficiale Lancia  fino agli anni ’70. Va ancora ricordato l’equipaggio Dari-Cucchiarelli, su Alfa 1900 nel 1956 e 1957 (Roberto “Bob” Dari era un commerciante di camicie e cravatte all’inizio di Corso Italia) e Romano Basili nel 1952 (con una Fiat Topolino) e nel 1955 (su Lancia Appia).

Germano Nataloni
 
 
Franco Ribaldi
 
  
I  MODELLINI ESPOSTI
 
I modellini  esposti fanno parte di una collezione di modellini  in scala 1:43 di auto ITALIANE dal 1930 al 2010 (che consta in totale di 606 modelli). Ne sono stati esposti 51, più alcuni modellini in scala 1:43 di una Renault 4 CV, di una Jaguar XK 120,di una  Porsche 356 A e in scala 1:24 di  una MGA, di Mercedes 300SL “ala di gabiano” e di una Fiat Balilla Coppa d’Oro (presente anche in  scala 1:43).    
Sono stati esposti alcuni modellini che riproducono esattamente  delle vetture partecipanti alle varie edizioni della Mille Miglia o vetture che, in  altra veste rispetto al modellino, hanno comunque partecipato alla corsa.
Di seguito alcuni esempi:
MODELLINO 1
                               
Alfa Romeo 1750 GTS (1930)
(Campari-Ramponi)
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MODELLINO N° 2

Ferrari 166 MM (1949)
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MODELLINO n° 3

Ferrari 195 S (1951)
(Marzotto-Crosara)
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MODELLINO n.4                                        
Ferrari 340 MM (1953)
(Marzotto-Crosara)
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MODELLINO N° 5
Lancia D 20 MM (1954)
(Ascari)
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MODELLINO N° 6
Ferrari 315 S (1957)
(Taruffi)
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MODELLINO N° 7

Lancia Aprilia (1938)
(Marconcini-Sbrana)               
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MODELLINO N° 8
Lancia Aurelia B20 GT (1951)
(Bracco-Maglioli)
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MODELLINO N° 9
Iso Isetta (1955)
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MODELLINO N° 10
Cisitalia MM (1947)
(Nuvolari-Carena)
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MODELLINO N° 11
Giaur 750 (1950)
(Celani)
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MODELLINO N* 12

FIAT 1100 MM (1947)
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MODELLINO n.13

FIAT 1100 TV (1957)
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MODELLINO N° 14

FIAT 1100 TV Trasformabile (1956)
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MODELLINO N° 15

FIAT Balilla MM (1935)
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MODELLINO N° 16

FIAT 600 1^ serie (1955)
(Emenfi-Cagliari)
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MODELLINO N° 17
Stanguellini 1100 MM (1947)
(Terigi-Berti)
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MODELLINO N° 18

Osca MT4 (1957)
(Maspero-Foglietti)
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Uno sguardo d’insieme dell’esposizione
Un dettaglio:  in alto le vetture straniere  e i modellini in scala 1:24 e in basso la Ferrari n.535 di Taruffi, ultimo vincitore delle Mille Miglia.


         
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